L’Attesa

ad9e567d72Nel piccolo paesino siciliano si è appena concluso un funerale. Un terribile lutto ha colpito Anna (Juliette Binoche). Dalla Francia arriva però Jeanne, fidanzata di Giuseppe, figlio di Anna. Giuseppe però non c’è, non arriva a prenderla all’aeroporto e a Jeanne viene negata la verità. I giorni passano, il rapporto tra le donne cresce.  
Chiunque ne abbia scritto, ha sempre ricordato e sottolineato l’appartenenza implicita all’universo sorrentiniano. Il motivo è semplice, Piero Messina ha lavorato nei film del Premio Oscar e ora inevitabilmente porta con sé lo strascico mediatico del regista napoletano. Ed è ingiusto, è un approccio scorretto e ingrato nei confronti di quest’opera prima. I linguaggi dei due autori, nonostante

Stills from "L'Attesa" a Film by Piero Messina. Indigo Film
Stills from “L’Attesa” a Film by Piero Messina. Indigo Film

delle consonanze, sono differenti. C’è una sottile tendenza al manierismo e ad un sensazionalismo figurativo, però L’attesa si differenzia dai film di Sorrentino per un’inclinazione alla sottrazione e ad una maggiore essenzialità narrativa. La ricerca visiva accomuna entrambi, è vero, ma le soluzioni sono diverse. Nell’uso consapevole e totalizzante della musica, magari, si assomigliano. O magari è giusto parlare di una scuola, una derivazione appunto.
lattesa-film-744x445Sono caduto nell’errore anche io e ho parlato di Sorrentino. Stop.
All’origine c’è l’ispirazione remota a un testo di Pirandello, concepito (si dice) per la Duse e portato al cinema già nel 1991. Messina spoglia il testo e lo trasla nell’universo siciliano che lui ben conosce, un universo che diventa metafora. 310x0_1441405921351_rainews_20150905003041166Poi c’è l’immersione nel vortice del proprio mondo, un vortice che esaspera tradizioni e abitudini e restituisce una rappresentazione autentica, priva di ogni velleità concettuale. Svuotata. Non c’è folklore o invasività cattolica, c’è l’appartenenza all’universo siciliano, il contesto di sfondo su cui le meravigliose protagoniste attendono. E l’attesa è complessa, controversa e molteplice. Prolungare la vita e mantenere saldo e immortale il ricordo. Approcciarsi all’elaborazione del lutto e condividerlo. Servono l’una all’altra per superare e continuare a vivere, ad aspettare. Il vuoto assume altre forme. L’attesa è un film denso, gonfio e puro; come è giusto che siano le opere prime. Prezioso. E Messina ha scelto bene la Binoche. Perfetta.

voto
♥♥♥♥ / ♥♥♥♥♥

alessandro venier

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2 pensieri su “L’Attesa

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