Marilyn. Ragazza bionda. Innocente

imagesMomenti che saltano nel vuoto.
Riemergono a celebrare anniversari.
Stelle cadute.
Perse per sempre.
Stelle bionde, innocenti.
Ragazze bionde, innocenti.
Non è un caso. Ricorre una data. Un anniversario.
Non è celebrazione, è abbandonarsi al ricordo.
E’ il 1962, quando si spegne.
E’ il 5 agosto
Un ultimo atto, avvolto nel mistero, l’ennesimo per chi appartiene a quel mondo.
Un’altra stella, diviene immortale.
download (14)A far compagnia ai James Dean e ai Montgomery Clift.
Ne arriveranno altri negli anni.
Troppi.
Quelli che la vita l’hanno percorsa a mille all’ora e non sono mai riusciti a fermarsi.
A starci.
Ricorre una data. Un anniversario.
download (12)Marilyn.
Norma Jean Mortensen.
Nata a Los Angeles, dove il cinema ti lancia.
Una fionda dorata capace di condurti all’Olimpo.
Morta a Los Angeles, dove il cinema è una ghigliottina che decapita istinti e pulsioni.
Marilyn.
Lee Strasberg credeva in Marilyn.
Lui, l’uomo dell’Actors Studio. L’uomo che lanciò i Brando e i Dean,  i Pacino e gli Hoffman.
Lui, uno dalla vista lunga.
Credeva in Marilyn.
Lei, imprigionata in quei capelli biondi, in quel fascino indiscusso. Croce e delizia.
download (15)Etichettata come attrice comica.
Quell’immagine ingenua di chi ingenua non lo era per niente.  Di chi era troppo poco ingenua per rimanere fregata da se stessa. E perdersi in un vortice d’insicurezza.
E cadere.
C’è chi crede alla sfortuna, al momento sbagliato con le circostanze sbagliate.
Le persone sbagliate.
Non è destino, è l’immagine pubblica che ansima sul collo e ti traina con un giogo all’essere ciò che non sei.
Marilyn, stufa di essere ricordata per le curve voluttuose e gli occhi grandi, innocenti. Un ruolo drammatico.  Il desiderio profondo di essere presa sul serio.
Sono un’attrice.
Lesse e rilesse Tolstoj, Milton e Whitman. Ascoltava Beethoven. Sposò prima Joe Di Maggio e poi Arthur Miller. Personalità diverse, uomini diversi. Matrimoni dall’esito identico. Destinati al crollo.
Insicura, da sempre. Cresciuta insicura. Figlia di una malata di mente che la lasciò in affidamento a famiglie violente.
Forse è anche destino.
Perché il passo nel vuoto spesso non è un salto. E’ appoggiarsi.
Lì, vicino. Accanto a te. La dipendenza da alcol e droga fa il resto.
Le insicurezze si annegano.
Il vuoto si riempie.
images (1)Apparente.
Aveva 36 anni.
I tentativi di suicidio furono molti.
E quell’ultimo atto, su cui si è tanto discusso, è soltanto una delle tanti pagine buie della storia del cinema.
Alla morte di James Dean, Lee Strasberg disse:
“Quando ho saputo della sua morte non ho pianto. Jack Garfein mi chiamò da hollywood, quella sera e io non piansi. Era una cosa che in qualche modo mi aspettavo. E non credo che adesso stessi piangendo per questo. La ragione per cui ho pianto è lo spreco, lo spreco”.
Cronaca di una morte annunciata.
Universi simili. Miti consacrati. Morti premature. Anni spezzati.
Troppo veloci per vivere, troppo giovani per morire.
Inadatti a riempire la vita.
Inadatta lei a interpretare la parte di essere semplicemente se stessa.
Marylin ragazza bionda, innocente.

alessandro venier

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