Mood Indigo

imagesMood Indigo è uno di quei film che non può far uscire dalla sala sorridenti: è la tristezza tradotta pellicola, è la commozione portata direttamente sullo schermo, una storia d’amore che sfocia nella morte e nella solitudine. Colin è un uomo benestante, circondato da strambi amici quali Chic, patito di Partre, e da inservienti creativi quanto fantastici, come Nicolà. Quando inizia a realizzare che oramai tutti hanno trovato la propria anima gemella, Colin decide che anche lui vuole innamorarsi e impara lo sbircia-sbircia per far colpo sulle ragazze alle feste. È così che conosce Chloé, bruna, dolce, intelligente. In sei mesi sono sposati e non potrebbero essere più felici, ma una ninfea cresce nel polmone destro della ragazza e la sua salute è seriamente compromessa. Lottare contro la malattia è l’unica, disperata mossa da tentare e Colin si riduce sul lastrico per cercare di aiutare la moglie. Un mondo dispotico e insensibile circonda la coppia, che non ha più soldi né gioia.
Colin si scontra con una realtà che non ha nulla a che vedere con quella in cui era abituato a vivere ed è costretto ad entrare in un sistema alquanto discutibile pur di poter pagare le spese mediche della moglie. Bellissimo il parallelo tra l’uscita dalla chiesa dopo il matrimonio immersi nell’acqua e la scena in cui Colin, dopo la morte di Chloé, spara a raffica sulla superficie del lago nella speranza di colpire tutte le ninfee.
download (1)Altamente interpretabile il significato dell’acqua, che da liquido amniotico e potenzialmente donatore di vita, diventa strumento di morte. Il seme di ninfea, non a caso, penetra nel corpo di Chloé durante la prima notte di nozze, come una sorta di maternità deviata e nociva. Il bacio tra Alice e Chloé, dettato dalla sete della ragazza malata che non può bere, si colora di chiavi di lettura. Richiami e rime conducono il gioco in un bellissimo patchwork di elementi che, via via, cambiano il loro significato simbolico rispetto all’inizio della storia. Indubbiamente ben riuscita la costruzione di un mondo totalmente di fantasia, basata su un sapiente uso degli effetti speciali e su inquadrature e scelte di regia di Gondry decisamente innovative. Strepitosa la colonna sonora e bravissimi gli attori. Un film molto triste, vero, ma davvero ben fatto e stimolante.

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Giulia Mastrantoni
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